Css globale

css globale

logo weim

nomesito

Weimaraner dei
Piccoli Principi

cane header

Educazione

immagineprincipale

Corpo della pagina

 

"Cani si nasce, padroni si diventa."
Patrick Pageat

EDUCAZIONE (dr. Giorgio Mezzatesta)

 

Tra i proprietari di cani che frequentano le aree verdi a loro riservate, circolano le storie più curiose: il gordon setter Max non sopporta Pepo un buon pastore tedesco a pelo lungo; il bullmastiff di nome Rogo detesta i labrador in generale; il cocker Drupi ringhia a tutte le persone che gli passano accanto; Gisel, un meticcione femmina di 5 anni, è talmente timida che non si lascia awicinare da nessuno; Ralson, un boxer maschio un po' su con l'età ha già morsicato 4 persone e non sembra intenzionato a smettere.

Tutti questi racconti, alcuni dei quali possono anche far sorridere, sono solo alcuni esempi delle anomalie comportamentali che possono colpire i nostri animali d'affezione. Ma quali sono le cause che le scatenano? Si può far qualcosa per evitarle? Gli esperti in materia (etologi, veterinari, addestratori professionisti) sono d'accordo nell'affermare che le responsabilità della condotta dei nostri cani il più delle volte ricadono sui loro proprietari. Mancata o non corretta educazione di base, superficialità e abitudini sbagliate sono spesso la causa di problemi anche seri, non sempre di facile soluzione. Ne sono testimonianza le brutte notizie che ci arrivano con una certa frequenza da giornali e televisione e che riguardano aggressioni di persone da parte di cani sfuggiti al controllo dei loro proprietari. E anche se ad onor del vero esiste un rovescio della medaglia con i nostri quadrupedi autori di salvataggi in extremis dei loro padroni, ciò che maggiormente colpisce l'opinione pubblica sono pur sempre quelle notizie raccapriccianti che vedono protagonisti cani come i pitbull e i rottweiler. Ma ancora, come se non bastasse, è anche dimostrato che i cani con problemi di comportamento determinano un così forte disagio nei loro proprietari da renderne la convivenza impossibile. Le statistiche a questo proposito ci informano che il 25% di questi animali finisce nei canili o sono abbandonati, se non addirittura soppressi. Chi allora adotta un cane, di qualsiasi razza esso sia (ma in particolare se di taglia grande), deve necessariamente prendere in considerazione quanto sia importante insegnargli a divenire un animale tranquillo, equilibrato, adatto a convivere con tutti gli umani e con i suoi simili.

Questo breve trattato sull'educazione del cane vuole essere uno strumento utile a tutti coloro che possiedono un cane da rieducare o che si accingono ad adottarne uno. Molti errori possono essere corretti e prevenuti semplicemente adottando giuste norme di comportamento. Così come per poter manovrare una vettura senza combinare guai è necessario imparare i comandi, oltre a capire i segnali stradali, alla stessa maniera possedere un cane significa imparare a condurli, a conoscerne tutte le sue potenzialità positive e tutte quelle negative, sfruttando nel migliore dei modi le prime e reprimendo nella giusta maniera le seconde. Ma andiamo per gradi.

CHI COMANDA SIAMO NOI!

I concetti educativi che vi accingete ad imparare devono condurre ad un traguardo unico: far capire al cane che lui non è un capo, non vi comanda e che è "l'ultima ruota del carro familiare". Stabilito questo, bisogna che vi mettiate in testa che per il cane deve essere piacevole convivere con voi e che non dovete diventare ai suoi occhi semplici dispensatori di cibo, ma proprietari benevoli e nello stesso tempo coerenti ed autorevoli; dovete insomma apparire come dei veri padroni, dei leader, dei veri capobranco.

Prima di passare alla parte pratica, è necessario che poniate molta attenzione ad alcune cose che vi serviranno per ottenere, in particolare nei cuccioli, i risultati educativi voluti in un breve lasso di tempo.

LA SCELTA DEL CANE

Questa non deve basarsi sulla moda del momento o su un fatto puramente estetico. Il cane va adattato alle vostre esigenze, alle vostre possibilità, al vostro stile di vita e al tempo che potete dedicargli. Oltre a ciò è necessario che nella scelta della razza prendiate in considerazione le sue riconosciute tendenze comportamentali, cioè la sua predisposizione caratteriale (cosa un po' più difficile se avete optato per un meticcio). Ricordatevi che possedere un cane adatto a voi vuoi dire evitare che in futuro si manifestino visibili contraddizioni tra le necessità dell'animale e le vostre aspettative. Non è insolito incontrare proprietari che non tollerano cani chiassosi e che hanno scelto dei terriers che sono noti per la loro tendenza ad abbaiare. Un altro esempio riguarda coloro che pur non potendosi permettere lunghe camminate (anziani o persone occupate gran parte della giornata) scelgono pastori tedeschi o siberian husky se non addirittura dei border collie che necessitano invece di regolare attività fisica per scaricare le loro tensioni. E per attività fisica non intendo certo i 15-20 minuti di sgambatura quotidiana! Non ci si deve stupire poi se questi cani fanno di tutto per scappare, scavando enormi buche e scavalcando anche cancellate e reti di una certa altezza. Altro esempio riguarda il golden retriever che pur essendo uno splendido e affidabile animale, ha la tendenza fin da cucciolo a portare in giro per la casa qualsiasi cosa. Un cane così difficilmente si adatterà a un proprietario che vuole la casa sempre in ordine, con tutte le cose al suo posto. Quindi dopo avere scelto la razza adatta a voi, bisogna, prendendosi il tempo necessario, preoccuparsi che il cucciolo provenga da un allevamento serio ed affidabile, dove sia stato considerato nel giusto modo il delicato periodo neonatale (che va dalla nascita fino all'età di due settimane circa), durante il quale l'animale, essendo molto sensibile e permeabile alle sensazioni tattili ed olfattive, per una sua crescita equilibrata non deve essere isolato ma, al contrario, manipolato quotidianamente e delicatamente ed esposto ad una grande varietà di stimoli (giochi, rumori, bambini, altri animali, cibo diverso ecc.). Se poi volete superare voi stessi, una volta individuato l'allevamento e la cucciolata, insieme all'allevatore, subito dopo la loro nascita, cominciate a farvi riconoscere accarezzandoli e sollevandoli uno per uno dal mucchio in modo che il vostro odore venga registrato e associato a sensazioni positive. È necessario inoltre, quando possibile, scegliere un cucciolo che sia stato svezzato da una madre equilibrata, non nervosa, che abbia saputo infondergli i primi rudimenti del giusto comportamento. Si pensi a questo proposito che è stato ipotizzato che le influenze materne, attraverso la placenta, possano avere un effetto sul successivo comportamento dei cuccioli che hanno in grembo ed è stato dimostrato che l'esposizione delle madri ad esperienze stressanti durante la gravidanza offre come risultato la nascita di figli più emotivi e reattivi. Emotività e reattività che potranno trascinarsi nelle fasi successive della loro esistenza, a nostro e loro danno. Il ruolo della madre non è dunque secondario nella fase della scelta dell'animale. Per questo motivo i cuccioli non devono essere adottati troppo precocemente e comunque non prima dell ottava-nona settimana di vita. In questo periodo infatti imparano molte cose e tutte molto importanti per il loro futuro ruolo di cane adulto. Facciamo un esempio: se all'interno della cucciolata uno dei cuccioli durante il gioco morde troppo forte un fratello o addirittura la madre, per tutta risposta, in cambio, riceve una morsicata altrettanto dolorosa. In questa maniera l'animale scopre, a sue spese, che se vuole continuare a giocare e a divertirsi è meglio non esageri coi denti. E conserverà questo ricordo per tutta la vita! Vi siete mai chiesti perche durante l'allattamento, la mamma improvvisamente si alza e se ne va? Non dovete pensare che sia una madre snaturata o stanca della presenza dei cuccioli! Il più delle volte lo fa perché vuoi far capire loro che nella vita esistono anche le delusioni. In tal modo quando saranno adulti saranno più sicuri di fronte a situazioni anche frustranti.

 

LA SCELTA DEL NOME

È un fatto da non sottovalutare. Nomi troppo lunghi o elaborati appaiono poco efficaci ai fini educativi. Un conto è infatti dire "Fox no!" un conto "Teodoroooo no!" C'è una differenza di impatto notevole che ha un suo peso nel far capire al cane un comando. Quest'ultimo infatti deve arrivargli rapidamente, come una schioppettata.

 

SOCIALIZZAZIONE

Una volta a casa il cucciolo deve familiarizzare con l'ambiente circostante, con gli esseri umani, con gli altri animali. Per una sua crescita equilibrata è questo il momento più delicato. Questo periodo, che è già iniziato dalla sesta settimana, viene chiamato età della socializzazione. Le esperienze del cucciolo in questo arco di tempo sono fondamentali per far capire all'animale chi è, a quale specie appartiene e quali altri individui deve considerare accettabili. Così quanto più complesso è l'ambiente dove l'animale vive, tanto più l'animale sarà preparato ad affrontare la vita da adulto e tanto meno sarà probabile che reagisca male a stimoli ambientali nuovi. È fondamentale allora fargli incontrare più gente possibile (adulti, anziani, bambini educati al rispetto degli animali, neonati, maschi e femmine, persone con la divisa o vestite comunque in maniera non usuale, persone di colore, persone con la barba, disabili, persone con gli occhiali, fornitori quali il lattaio e il postino, e così via), portarlo frequentemente in mezzo ad altri cani, meglio se diligenti e ben educati e comunque non aggressivi (aree per cani, manifestazioni canine, raduni di cuccioli), in mezzo ad altri animali da fattoria (aziende agricole) e negli ambienti più disparati (locali pubblici, feste di paese, luna park, scuole, strade, ascensori, ecc.). È anche utile fargli ascoltare rumori diversi: quello della lavatrice, dell'aspira polvere, del phon, del clacson e così via, farlo salire sull'auto stando però attenti a ignorarlo e soprattutto a non consolarlo se inizia a piagnucolare. Insegnategli da subito ad essere manipolato, spazzolato, accudito. Questo periodo così delicato continua fino al sesto-ottavo mese di vita pur avendo la sua massima risposta fino alla dodicesima, quattordicesima settimana.

 

ADDESTRAMENTO

Tutti i cani dovrebbero iniziare l'addestramento all'obbedienza da quando entrano in casa. L'età delle 8 settimane rappresenta dunque il momento ideale. È ora che il cucciolo inizi a mettere insieme le idee e quelle regole che gli consentiranno di divenire un animale ubbidiente. La cuccia o la branda o anche una semplice scatola di cartone aperta devono essere offerte al cucciolo all'ingresso della sua nuova famiglia poiché costituiscono un preciso punto di riferimento nel quale l'animale si sente al sicuro. La prima notte è bene che il cane dorma nella camera da letto dei padroni: isolarlo appena arrivato in casa potrebbe diventare il preludio di paure da isolamento. Solo nei giorni successivi, gradatamente, lo si può spostare altrove. L'animale dovrebbe dormire dove non gli sia consentito tenere sotto controllo la situazione. A questa età si può incominciare ad insegnare al cucciolo alcuni comandi di base quali seduto, terra, vieni. L'animale impara così ad obbedire al padrone, a capire chi comanda in casa e a mantenere il controllo di se stesso. Questi ordini, oltre ai cuccioli, possono essere insegnati anche agli animali adulti sempre che non siano troppo su di età.

 

VIENI

Il cane deve associare questa parola a qualcosa di positivo per lui. Se non sta facendo qualcosa che lo distrae troppo, potete allora accovacciarvi a terra e chiamarlo per nome ("Dài, vieni Fox!") dato che i cani sono in grado di comprendere il tono e non il significato delle parole, questo comando deve essere dato festosamente e in maniera dolce. Una volta che ci ha raggiunti, va lodato e ricompensato con molte coccole e un piccolo bocconcino: "Ma che bravo cane sei!" All'inizio bisogna porsi non troppo lontano dall'animale, successivamente sempre di più. Non preoccupatevi se il cane nonostante la vostra insistenza non si avvicina a voi, non punitelo mai nel momento in cui ha deciso di accontentarvi, anzi va premiato anche se fosse la centesima volta che lo chiamate. Se poi proprio fa il finto tonto potete provare ad allontanarvi da lui, girandogli le spalle e richiamandolo ancora. È molto probabile che a quel punto vi venga incontro festosamente. Coccolatelo come se fosse giunto al primo richiamo. Quando avrà imparato bene il "vieni" sarà sufficiente un bocconcino offerto di tanto in tanto o una carezza ogni volta che il cane obbedirà.

 

SEDUTO

Con tono dolce e non di rimprovero ordinate al vostro cane di sedersi. Tenete in mano un piccolo bocconcino quale ricompensa da offrirgli per aver obbedito al comando. Fate in modo che il cane veda e senta che nascondete qualcosa di buono per lui nel pugno chiuso della mano. Nel dire "seduto" al cucciolo, portate il pugno sopra la sua testa in modo che sia costretto a indietreggiare nel tentativo di seguirlo con lo sguardo e con l'olfatto. Nel preciso istante in cui il cane, stanco di tenere la testa piegata verso il bocconcino nascosto, si metterà seduto, porgetegli il premio rinforzandolo con un "bravo!" Ripetete la stessa operazione qualche volta e per qualche giorno (il cucciolo impara in poche ore, l'adulto in 2/3 giorni).

 

RESTA

Fate mettere seduto il cane con un comando. Fategli capire che nel pugno chiuso della mano avete un bocconcino pronto per lui. Fate qualche passo indietro, guardatelo fisso negli occhi e con la mano aperta (l'opposta di quella dove tenete il premio) ordinate il "resta". Se il cane non comprende il comando e si alza avanzando verso voi, non sgridatelo ma ignoratelo completamente. Ripetete l'operazione fino a quando il cane rimarrà in quella posizione almeno per 6 o 7 secondi. A questo punto premiatelo, avvicinandovi e dandogli il bocconcino.

Ripetete per alcuni giorni il comando, mantenendo sempre la stessa distanza dal cane. Solo quando avrà capito l'ordine e non si muoverà fino a che non sarete voi a ordinarglielo, indietreggiate di altri passi e prolungate il tempo del "resta".

 

IL PASTO

Altro cardine di una corretta educazione sono le regole che si devono instaurare durante i pasti. Il cane deve mangiare sempre dopo i padroni (bambini compresi) nel rispetto dell'ordine gerarchico e mai ad libitum. Prima di offrirgli la ciotola, soprattutto nei primi tempi, gli si deve ordinare di mettersi seduto. È buona norma non assistere al suo pasto e togliergli il cibo quando dimostra disinteresse. Se in vostra presenza l'animale cerca di difendere la ciotola, ringhiando, sgridatelo ignorando completamente questo suo comportamento. L animale deve assistere ai vostri pasti senza disturbare. Se vi guarda con occhi imploranti, dovete ignorarlo e far finta di niente. Intervenite con un "basta" se continuasse ad elemosinare.

 

PREMI E PUNIZIONI

I primi sono la voce dolce, giocosa, le carezze, il cibo, ma anche la vostra attenzione ed il vostro sguardo: hanno l'effetto di rinforzare ciò che il cane sta facendo, giusto o sbagliato che sia. Le seconde, all'opposto, sono il NO o il BASTA secco ed improvviso dato con tono alto della voce, uno spruzzo d'acqua sul muso, un rumore che lo sorprende (un mazzo di chiavi sbattuto per terra o una lattina di birra vuota riempita magari di sassolini), la voce arrabbiata, l'ignorare il cane: la punizione deve interrompere l'azione che non gradiamo l'animale compia.

Le punizioni così come i premi, se utilizzati nella giusta maniera, possono farvi ottenere tutto ciò che chiedete all'animale; tuttavia perche siano efficaci devono essere immediati portati a termine nel momento stesso in cui il cane sta manifestando la buona o la cattiva azione o al massimo entro 1-2 secondi dopo. Non più tardi! Molto spesso ho potuto osservare che molti proprietari credendo di sgridare il cane, all'opposto lo premiavano, ottenendo evidentemente l'effetto contrario. Ciò avviene ad esempio perché il tono utilizzato per il rimprovero è di premio e non di ammonizione ("Dài Fox non fare così, stai buono!"). Sostanzialmente molti, invece di bloccare il comportamento indesiderato dell'animale, lo rinforzano involontariamente. Non è raro, a questo proposito, vedere un cane che ringhia ad un altro cane o ad una persona e il suo proprietario che lo accarezza nel tentativo di tranquillizzarlo. La stessa cosa avviene quando ad esempio c'è un temporale con tuoni e il cane impaurito si infila sotto il letto. Il proprietario avveduto dovrebbe in quel caso far finta di niente e premiare l'animale solo quando, cessato il pericolo, torna a rilassarsi. Di solito, invece, avviene l'esatto contrario: nel tentativo di calmare il cane, il padrone rinforza la sua paura chinandos sotto il letto e sussurrandogli parole dolci ("Dài che non è niente") e magari, peggio ancora, accarezzandolo. Ma il cane non è un bambino e ragiona diversamente: "Se anche lui viene sotto il letto c'è realmente da aver paura. Se poi mi premia vuoi dire che faccio bene a comportarmi così". Ricordatevi inoltre di non picchiare mai il cane perche l'unica cosa che otterreste è che non si fiderà più di voi.

 

IL GIOCO

Tutti i cani hanno bisogno di giocare; mordere è poi una cosa per loro naturale. Se il cucciolo è vissuto con la madre e i fratelli fino alla settima ottava settimana, ha imparato certamente a sue spese ad inibire il morso. È facile tuttavia che provi a rosicchiare anche i nuovi padroni se questi glielo permettono. In questo caso è molto importante scoraggiarlo dall'inizio magari pensando a come saranno i suoi dentini dopo qualche mese. Bisogna reagire prontamente severamente punendo il cane con un "No!", ignorandolo e lasciandolo solo per qualche minuto. In sostituzione delle vostre mani potete offrire al cucciolo un giocattolo di gomma con cui sfogare l'irrefrenabile voglia di mordere. Assolutamente da evitare è il gioco "tira e molla" a meno che non ne usciate vincitori sempre voi (dubito). Stessa cosa per la lotta perche i primi a stancarsi sarete comunque sempre voi e il vincitore sarà comunque sempre il cane.

 

CONTROLLO DELL’INIZIATIVA

Bisogna assolutamente controllare l'iniziativa del cane nel senso di ignorarlo, fingendo magari di fare dell'altro, o anche intervenendo con un secco "Basta!" quanto cerca di attirare la vostra attenzione abbaiando, toccandovi con la zampa o con il muso, agitandosi, saltandovi addosso, seguendovi, ecc. Il capobranco autorevole (cioè voi) decide lui quando è il momento delle coccole, del gioco, del pasto e non può certo farsi condizionare da un banale subalterno! Aspettare solo qualche minuto e, dopo che il cane si sarà calmato, potete chiamarlo, farlo mettere seduto e salutarlo con tutte le effusioni che desiderate.

 

CONTROLLO DELLO SGUARDO

In natura (ad esempio fra i lupi) la quantità di sguardi che un animale riceve dai componenti del branco indica il grado di dominanza. Guardare il cane in continuazione così come accarezzarlo di frequente lo può far sentire il leader del suo branco famiglia, e questo non deve mai accadere. Moderate dunque le effusioni, imparerà presto che deve essere lui a guardare voi!

 

COERENZA

Se volete essere dei buoni educatori dovete dimostrare massima coerenza, Quando si stabiliscono delle regole, queste devono durare nel tempo e non modificarsi a seconda delle circostanze. Se ad esempio vietate al cane di saltarvi addosso, questo deve essere sempre vietato e non dipendere da come siete vestiti. I comandi in particolare devono essere sempre quelli (non bisogna improvvisare parole nuove e pensare che il cane le possa comprendere) e tutti i componenti della famiglia devono essere d'accordo e comportarsi nella stessa maniera. Ricordo di una signora che era indispettita perche quando il cane saliva sul divano non riusciva dicendogli "Giù!" a farlo scendere. Pensava che il cane fosse dispettoso perché più lei gli dava quel comando, più lui si distendeva sul divano.

Scoprii che la signora abitualmente utilizzava il "Giù!" per farlo accucciare. Ovvio che l'animale a quel comando si stravaccasse sul divano!

 

 

GUINZAGLIO

Il capo siete voi e non dovete permettere al cane che vi guidi tirando il guinzaglio. Non impiccatelo tirandolo bruscamente verso di voi. Non serve e non fa ottenere l'effetto indesiderato. Dovete semplicemente dare un colpetto al guinzaglio (che non deve essere strangolo) come fanno i pescatori con la canna da pesca, e cambiare direzione di marcia ogni volta che il cane rincomincia a tirare: ben presto capirà che chi comanda il gioco siete voi e si adeguerà alla situazione.

 

CACCA E PIPÌ

Da subito bisogna iniziare a far capire al cucciolo dove devono essere depositati i suoi bisognini. Non sgridatelo se vi accorgete che ha lasciato un segno tangibile della sua presenza in casa. Ignorate la cosa e, quando lui non vi vede (perché potrebbe scambiare per gioco "Io la faccio, tu la raccogli") raccogliete ciò che ha fatto e pulite il pavimento. Conducete spesso fuori il cucciolo (soprattutto dopo il risveglio, dopo ogni pasto, dopo che ha giocato a lungo) e preparatevi a premiarlo nel momento stesso in cui fa popò e pipì. All'opposto, se lo sorprendete in casa in atteggiamento sospetto, bloccatelo con un "No!" e portatelo subito fuori dove ovviamente lo premierete nel momento del deposito.

 

LA REGOLA DELLA PORTA

Ricordate sempre che il capo siete voi anche quando varcate le porte di casa. Chiudetegli la porta in faccia se cerca di passare prima di voi.

 

LO STARE SOLO

Insegnate al cucciolo a star solo in casa o in giardino gradualmente e per un periodo sempre più lungo, lasciando a disposizione un osso o qualche giochino chi lo possa in qualche modo distrarre. Quando uscite da casa ignoratelo e fate la stessa solo per pochi minuti quando rientrate. Considerate infine 2 cose importanti:

 1) il cane non dovrebbe rimanere solo più di 4 ore consecutive;

2) vive sicuramente meglio in un monolocale col padrone, piuttosto che isolato in un grande giardino.

Il linguaggio canino: un corpo che parla

Il cane attraverso tutte le parti del corpo (orecchie, bocca, espressioni facciali, pelo sulle spalle e sul dorso, la posizione e l’ atteggiamento generale del corpo), è capace di dialogare con gli altri membri del suo mondo (altri cani o umani). 

Come noi abbiamo decretato la parola come codice per dialogare con gli altri, così i cani assumendo posizioni differenti e accompagnandoli da vocalizzi, “parlano” al mondo. In generale le posture amichevoli tendono a ridurre la dimensione effettiva dell’animale, il quale in più distoglie lo sguardo, abbassa collo ed orecchie, si rotola sul dorso e presenta la regione inguinale con o senza urinare. Le posture aggressive invece tendono ad aumentare la dimensione dell’animale. I cani presentano pilo-erezione, le orecchie dritte e portate in avanti, coda sollevata e gonfia, arcuata e vibrante. Il cane si flette in avanti o sui 4 arti e vengono scoperti i denti.In situazioni normali, dove non c’è una stimolazione soprasoglia

Un cane tranquillo, in una situazione di attenzione ma non di eccitabilità, di solito porta la coda normalmente; senza alcuna tensione nel corpo. Ha le mascelle rilassate, magari la bocca semi aperta. Si muove liberamente e tiene la testa alta. Le orecchie possono essere erette.

La richiesta del gioco

Quando vuole giocare il cane tende ad abbassarsi con la parte anteriore del corpo, quasi fino ad accovacciarsi. In questa situazione può emettere latrati, di solito caratterizzati da note alte, può scodinzolare, o saltare avanti ed indietro. Il pelo della groppa può essere eretto, in segno di eccitazione. Con questa postura il cane sta avvisando l’altro che tutto ciò che farà dopo sarà un gioco, uno scherzo, un modo per divertirsi insieme. Le orecchie possono essere erette o indietro.

La sottomissione

Nell’atto di sottomissione il cane si metterà su un fianco, mostrando il ventre. Spesso tenderà ad alzare anche la gamba posteriore, in segno di resa e di vulnerabilità. Le orecchie sono indietro. La coda è abbassata o in mezzo agli arti posteriori. La testa è abbassata per evitare qualsiasi contatto visivo. Con questo comportamento il cane sta dimostrando il suo essere inerme, la sua totale mancanza di aggressività.

L’aggressività da paura

Il cane mostra i denti ed emette di solito un ringhio sordo e prolungato. Le orecchie sono abbassate e portate indietro. L’intero corpo è teso e pronto al movimento. Il pelo del dorso è eretto. La coda è tenuta bassa e rigida. Con questo comportamento il cane sta dicendo che si sente minacciato da qualcosa o qualcuno; ha paura e per questo sta cercando a sua volta di intimorire l’avversario.

L’aggressività da dominanza

Il cane avanza con le orecchie e la coda erette. Il suo sguardo è diretto a cosa o a persona specifica. I denti sono scoperti ed il cane può farli schioccare. In queste situazioni spesso il ringhio è accompagnato all’abbaio. In questo caso il cane non sta solo minacciando a distanza, egli è pronto ad ingaggiare una vera e propria “lotta”. Spesso l’aggressività da dominanza è diretta verso i cospecifici più che verso l’uomo, di cui comunque il cane ha più spesso timore.

I segnali calmanti

In generale ed in senso naturale, i cani sono animali che non amano i conflitti, per questo hanno sviluppato tutta una serie di segnali che sono utilizzati per prevenire le aggressioni e per ridurre la tensione tra i vari individui. Questi segnali, detti per l’appunto calmanti, comprendono posture e movimenti particolari e possono essere utilizzati anche nella comunicazione uomo- cane.

 

LA FAMIGLIA DAL PUNTO DI VISTA DEL CANE (dr.ssa Lorella Notari)

 

I cani e gli esseri umani hanno in comune due caratteristiche fondamentali: sono animali sociali e sono dei predatori. Probabilmente è proprio questa somiglianza che ha fatto del cane un compagno così prezioso per millenni.

Cani e uomini si organizzano socialmente e spesso il termine gerarchia viene usato per spiegare le interazioni sociali in un gruppo o, come nel caso dei lupi (antenati dei nostri cani), in un branco. L'ordine gerarchico è fatto di relazioni di dominanza e sottomissione. Essere dominante significa avere il controllo Essere sottomesso significa piegarsi alla volontà di qualcun altro. Ogni membro del branco, dominante o sottomesso, è prezioso per difendere il territorio, partecipare alla caccia, avvertire dell'arrivo di possibili nemici. Questi concetti di struttura sociale sono parte dell'essere cane esattamente come altre caratteristiche quali avere un apparato digerente da carnivoro e avere quattro zampe ma va anche considerato che tra cani e lupi ci sono migliaia di anni di domesticazione e che, pur appartenendo alla stessa specie, il cane ha subito delle modificazioni riguardo ai comportamenti innati che a tutt'oggi ancora non sono state definite completamente e che variano razza per razza, se non addirittura individuo per individuo. Più che parlare di dominanza e sottomissione di un cane in una famiglia umana è utile riflettere sulla capacità di controllo dei padroni nei riguardi delle risorse più importanti per il cane: il cibo, lo spazio, i giochi ma anche e soprattutto la possibilità di interagire con i padroni stessi. Un padrone che riesce a comunicare in maniera chiara e coerente al suo cane di avere il controllo di tutte le cose importanti riuscirà anche a gestirlo in ogni situazione e instaurerà con lui un rapporto all'insegna della fiducia e del rispetto. Non tutti i problemi che insorgono nel rapporto cani-padroni sono causati dall'assenza di controllo da parte dei proprietari.

Ciò detto bisogna tenere presente che un corretto rapporto con l'animale, che non dia adito a fraintendimenti e insicurezze, è fondamentale in tutte le situazioni. Molto spesso le persone provano un senso di disagio all'idea di dover dimostrare al loro cane di essere in grado di controllare le varie situazioni. Questo perché il concetto di controllo richiama alla mente la durezza e l'imposizione . Bisogna ricordare l'importanza dei rapporti sociali e della loro chiarezza per la serenità e l'equilibrio del cane. Il nostro cane ha bisogno di sapere che è parte della nostra famiglia e che in essa ha un ruolo. Il concetto di libertà, così importante per noi esseri umani, sembra in contrasto con il concetto di controllo completo da parte dei padroni. Questa riflessione, applicata agli animali, porta spesso a situazioni di sofferenza per gli animali stessi e per l'uomo. Se vediamo la libertà come diritto ad esprimere le proprie attitudini e a soddisfare i propri bisogni, ancora una volta dobbiamo riflettere sul bisogno dei cani di vivere in un gruppo con regole sociali precise. La situazione emotiva di un cane in una famiglia non è probabilmente molto diversa da quella di un bambino: bambini che ricevono messaggi contraddittori dai genitori o vedono soddisfatti tutti i loro capricci crescono ansiosi e insicuri. Il paragone cane-bambino non deve scandalizzare perché anche il bambino ha bisogno di sapere dai genitori cosa è giusto e cosa è sbagliato in modo chiaro e coerente. A differenza del bambino, il cane rimane nella posizione di "controllato" per tutta la vita, ma questo non è da lui percepito come una cosa negativa. Un cane non è un essere umano e, riguardo alla sua posizione nel gruppo familiare, è e deve rimanere per sempre una specie di bambino. Noi esseri umani dobbiamo essere al tempo stesso genitori e "capi" e dobbiamo dare e ricevere affetto, rispetto e fiducia.

Ma che linguaggio possiamo usare per comunicare al nostro cane tutto questo?

Come comunicare al cane le informazioni che gli servono per trovare il suo posto nella famiglia e sentirsi tranquillo, ovvero le regole per avere un buon cane di famiglia:

- premiare il cane quando si comporta bene più che punirlo quando si comporta male- rispettiare le esigenze del cane: non ha solo bisogno di essere nutrito e protetto dal caldo e dal freddo ma deve socializzare con le persone e altri cani e fare esercizio fisico almeno 3 volte al giorno- far mangiare il cane dopo le persone- far dormire il cane in un luogo tranquillo scelto dal padrone e non dal cane; questo luogo non deve essere una stazione di controllo di chi entra ed esce dalla casa- non permettere al cane di prendere iniziative come giocare o farsi coccolare: se arriva con la palla in bocca ignoriamolo e poco dopo decidiamo noi di iniziare a giocare chiamandolo; lo stesso per le coccole, dobbiamo essere noi a decidere quando iniziare e finire di coccolare- nessun premio (cibo, coccole, gioco) deve essere dato gratis ma solo dopo che il cane ha fatto qualcosa per noi, anche solo venire al nostro richiamo- non permettere al cane di montare le persone, neppure se è un cucciolo